Foto: Archivio CRF

Franco Tucci - Italia

UNA VITA CON LA PAROLA

1983

Mio padre e mia sorella stavano discutendo di un argomento. Ad un certo punto si è accesa una tale discussione che mio padre ha iniziato a picchiare mia sorella. A quel punto ho chiesto aiuto a Dio e, con le lacrime agli occhi, ho trovato il coraggio di mettermi tra di loro e di chiedere, ripetutamente e con calma, a mio padre di smetterla. Non accettò e mi diede uno schiaffo, ma poi,  si calmò e si allontanò un po’ mortificato per avermi schiaffeggiato. Pensai alla Parola di Vita di quel mese. In quel momento ero un “afflitto” ma ancor di più lo era mio padre. Quindi, come se nulla fosse accaduto, mi avvicinai a lui e dissi che non serbavo rancore.

1985

Sul lavoro un collega, arrivato una settimana prima di me, si sentiva in diritto di comandarmi. Nella squadra dove eravamo mi ordinava di fare i lavori più noiosi (es. forare dei montanti di alluminio posizionati in alto, con i pezzi infuocati che mi cadevano addosso). Ad un certo punto ho pensato “Basta! Chi si crede di essere! Lo mando a quel paese … !” Ma una voce interiore mi suggeriva di  amarlo. Mi sono ricordato che Gesù dice di amare tutti! Allora dovevo amare anche questo mio collega “antipatico”? Rivolto a Gesù ho detto: “Lo faccio solo per Te!” Così ogni volta che lui mi chiedeva di fare qualcosa io la facevo. La risposta non si è fatta attendere: pian piano questo collega si è aperto, mi ha parlato della sua difficile situazione familiare, mi ha invitato a pranzo a casa sua e ho potuto conoscere sua moglie e la sua piccola figlia. Da quel giorno siamo diventati amici e sul lavoro era lui a assumersi i lavori più noiosi.

1995

“ … una sola cosa è necessaria!” (Luca 10, 41). Appena letto questa Parola di vita ho avuto l’occasione di metterla in pratica. Ero vicino alla metro aspettando L. e i suoi due figli adolescenti. Avevamo in programma di  andare tutti insieme da A., quindi visitare alle 9:00 un museo,  pranzare nel parco e condividere le nostre esperienze. Ma, … L. non arrivava. Sono passati 40 minuti e mi venivano tanti pensieri e mi stavo agitando.  Ma la P. di v. mi ha dato la pace: “ … una sola cosa è necessaria!”. Quindi era “necessario amare”; amare e rimanere calmo, senza giudicare. Così mi sono avviato alla metro pensando che gli altri fossero già al museo. Arrivato al museo, poco prima delle 10:00, ho visto che stavano tutti arrivando in quel momento. E il museo apriva alle 10:00!  Eravamo tutti  “in orario”. Per me è stata una conferma  che conviene sempre vivere il Vangelo.

2001

In treno, nello scompartimento, c’era un signore scuro in faccia, con i piedi sul sedile davanti a lui, le sue borse un po’ dovunque e i suoi occhi fissi su di me. Tutto ciò mi ha dato un po’ fastidio e dopo qualche ragionamento mi sono detto: “È sempre una persona da amare! Forse sarà stanco!”. Dopo un po’ ho mangiato qualcosa e lui mi guardava. Per  “rompere il ghiaccio” ho detto: “Volete favorire?” E lui: “No. Grazie!” ma sul suo viso è apparso un piccolo sorriso. Qualche tempo dopo dice: “Finalmente sono arrivato! Sto viaggiando da 24 ore.” Alla fine lo saluto e lui mi ricambia con un bel sorriso. È bastato poco per far felice quella persona. E a me si è confermata l’ipotesi che avevo fatto sul suo atteggiamento: era stanco.

2013

“Tutta la legge trova la sua pienezza in un solo precetto: amerai il prossimo tuo come te stesso" (Gal. 5,14). Al termine della messa, prima di salire in macchina, ho notato una signora in difficoltà con la sua auto. Mi chiedevo se aiutarla temendo una sua reazione negativa. Poi mi sono lanciato ad amare: “Ha bisogno di aiuto?” Ha subito acconsentito.  Mi sono sporcato le mani cercando di aggiustare dei fili accanto al motore. Al termine non avendo altro per pulirmi ho utilizzato il mio fazzoletto di stoffa. E l’auto è ripartita. La signora era grata anche se dispiaciuta perché mi ero sporcato. In me la gioia di aver vissuto la Parola. Con la signora ci siamo visti altre volte ed ogni volta mi ringraziava e mi ha presentato a una sua amica come quello che l’aveva aiutata e che “si era sporcato ben-bene le mani.”

Piccole e grandi gioie frutto dell’impegno nel servire per costruire un mondo migliore.